PRESEPE IN PREGHIERA

Scritto da Redazione.

presepe in preghieradi Daniele Conti
Ma il presepe... a che cosa serve? Il Natale è alle porte: siamo pronti? Il presepe forse ha da dirci qualcosa...

 

 

 

 

 

 

 


Il Natale è arrivato: siamo pronti? Forse sì o forse no. Magari siamo immersi negli ultimi acquisti o nella preparazione delle feste. E in mezzo alla frenesia di tutti i giorni c’è qualcosa che ci sfugge. Voi direte: la solita preghiera», o «il solito momento di calma»… e invece no. È ancora più banale: il presepe!
Quanto abbiamo dato retta, infatti, al nostro povero presepe? Solo l’8 dicembre per prepararlo? E poi? Un bellissimo soprammobile? Proviamo a vedere se, almeno nel periodo forte del Natale, riesce a servirci a qualcosa…

 


Perché lo facciamo?


Già, il presepe è, purtroppo, diventato un addobbo come l’albero di Natale. E invece, è una grandissima opportunità. Proprio così, il presepe con le sue luci, la sua atmosfera e la sua magia è in grado, a differenza dell’albero, di parlarci. Il presepe è un vero e proprio manifesto pubblicitario di un messaggio Vero: la Buona Novella. “C’è Dio in casa tua! Sta per nascere, tieniti pronto!” Ecco cosa ci vuole dire il presepe.
Allora proviamo a trovare un modo per usufruire al meglio di questa grande risorsa.

 


Che cosa si fa?


È molto semplice e rapido.

Prima di tutto scaricate il file che trovate in allegato su questa pagina.

Poi stampate il documento scaricato: tante copie quante sono le persone della famiglia. Una volta stampati i “Personaggi del Presepe”, ritagliate ogni parte dedicata a un personaggio. Piegate tutti i foglietti ottenuti e metteteli in una cesta.

Mettete questa cesta vicino al presepe o sotto il suo mobile. Ci sono in tutto 17 personaggi. Ogni mattina, quindi, prima di uscire, raccogliete dalla cesta un SMS del presepe, che vi indicherà il personaggio guida della giornata e la sua caratteristica. Il personaggio che vi capita parla alla vostra vita, parla di come lui vive l’evento della Buona Novella e invita anche voi a viverlo nello stesso modo.
Così facendo, il Natale non sarà più un modo per rivedere tanti parenti, ma un modo per vivere un incontro particolare, con il parente che più di tutti gli altri ci ama: Gesù nostro fratello!

 


Suggerimenti


È ancora più bello se fatto tutti insieme in famiglia. Magari, al mattino ognuno prende il proprio biglietto; alla sera sarebbe bello fare un momento di preghiera insieme davanti al presepe, in cui ognuno rielabora la propria giornata attraverso l’ottica del suo personaggio.

 

 

Daniele Conti

EEDUCARE2.2b-29

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