Il primo giorno di scuola...

Scritto da Chiara Cosentino.

lettera scuola"Il primo giorno di scuola non conta": un genitore riflette su come affrontare il cammino della scuola.

 

 

 

Leggevo su “Il fatto quotidiano” del 15 settembre l’articolo di Alex Corlazzoli, intitolato: “Il primo giorno di scuola non conta, amate gli altri duecento” (http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/09/15/primo-giorno-di-scuola-non-appassionatevene-ma-amate-gli-altri-duecento/1121025/)Il giornalista invita a riflettere sull’importanza di un percorso, lungo un anno, e a non guardare con interesse solo il momento d’inizio, spesso caratterizzato da un po’ di emozione, qualche lacrimuccia dei bimbi più piccoli o dei genitori alla prima esperienza di inserimento scolastico. La scuola è una fatica, una scoperta ed un impegno quotidiano; come dice l’articolo, chi vive l’esperienza della scuola, in qualunque ruolo, non ha bisogno di false promesse da primo giorno, di riflettori che si spengono subito. Mi piace molto che un insegnante scriva: “Non conta il primo giorno di scuola ma tutte quelle volte che sapremo aprire le porte delle nostre classi a chi ha qualcosa da dare alla scuola; tutte le volte che le mamme e i papà non verranno a prendere i loro figli o a portarli ma “entreranno” a far parte di questo cammino”. Sono d’accordo con questa riflessione; al tempo stesso vorrei chiedervi: che cosa possiamo fare per mantenere viva l’attenzione di genitori e docenti, per non rimanere fermi alle foto scattate il primo giorno di scuola con gli smartphone davanti al cancello o in classe? Quali sono gli strumenti per affrontare e condividere, fra adulti che educano, il percorso scolastico?

Grazie e buon anno di lavoro!


Chiara

 

 

Risponde lo staff de “Lo Spiazzo”

Questa domanda ci permette di iniziare l’anno con un pensiero speciale a tutti i bambini e i ragazzi che hanno appena cominciato la scuola, e agli adulti che li accompagnano.
Le occasioni di contatto tra l’istituzione scolastica e la famiglia non sono sempre caratterizzate da uno scambio e da quel calore che dovrebbe connotare i luoghi educativi. Oltretutto, con il passare degli anni e degli ordini di scuola, le occasioni stesse diminuiscono: i genitori non entrano più in classe o nell’atrio come alla scuola dell’infanzia, e il cancello diventa uno spartiacque tra due mondi.
Ma non lasciamoci scoraggiare: gli strumenti ci sono!


1. Può sembrare banale, ma l’uso del diario può favorire una comunicazione efficace. I genitori possono esprimere richieste e/o riflessioni educative, e non solo firmare sotto i voti e le note. D’altro canto, i docenti possono segnalare sul diario osservazioni pedagogiche oltre che didattiche (almeno quelle condivisibili con i ragazzi in piena trasparenza), favorendo il confronto con le famiglie e cercando strategie educative che siano in armonia.


2. Non dimentichiamo i colloqui! Essi sono un momento fondamentale, che le famiglie e i docenti possono sfruttare appieno, soprattutto se fanno convergere il loro sguardo sul benessere generale dei ragazzi, di cui il rendimento scolastico è un indicatore, e sul sostegno che possono offrire ai ragazzi in crescita.


3. Gli organi d’Istituto: come genitori, è certamente un impegno partecipare alle assemblee ed è una responsabilità candidarsi negli organi rappresentativi, ma è importante farlo, perché sono i pochi momenti preziosi di contatto diretto tra il mondo della famiglia e quello della scuola. Se ci si abitua a portare le proprie istanze in pubblico, a negoziarle (fatti salvi i princìpi) e a rispettare quelle degli altri, nasce la buona prassi del dialogo, che è l’anticamera di un modo cooperativo di affrontare i problemi. Di questo non possono che beneficiare i ragazzi!

Che cosa serve per concretizzare queste idee?

Tempo: non tanto nelle giornate, quanto nella mente; serve spazio dedicato al percorso scolastico dei ragazzi, perché loro a scuola trascorrono davvero molto tempo, ed è inevitabile che si formino in maniera significativa anche in base a come vivono nel contesto scolastico.


Servono entusiasmo e coraggio per ogni nuovo ostacolo ed ogni nuova fatica, perché ci consentiranno di divenire ragazzi e adulti migliori.

Buon lavoro e buon anno scolastico!

 

Lo staff de Lo Spiazzo

 

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