LA SCIENZA A SCUOLA

Scritto da Redazione.

lettera scuolaUn professore di scienze ci chiede un consiglio per far appassionare i suoi studenti alle scienze.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Malgrado la presenza nel nostro paese di eccellenze tra scienziati e centri di ricerca, le materie scientifiche non godono di buona reputazione fra gli studenti delle scuole superiori. Cosa fare per motivare lo studio e l’interesse per le scienze nella scuola italiana?

 

Sono un professore di scienze delle scuole medie e vi scrivo per chiedervi qualche consiglio su come far appassionare i ragazzi alla materia, che in Italia (insieme alle altre discipline scientifiche) spesso non gode dello spazio che le competerebbe. Aspetto i vostri consigli e vi ringrazio per il vostro lavoro.

 

Vittorio

 

RISPONDE LO SPIAZZO

 

Caro Vittorio,

Come si può non darti ragione su questo argomento? Da una parte l’Italia può vantare di aver dato i natali a molti illustri scienziati del passato (Galielo Galilei, Enrico Fermi, Ettore Majorana …) e di essere tuttora un paese che in questo campo può vantare eccellenze (come l’istituto nazionale di Fisica Nucleare che nell’estate di quest’anno ha avuto un’esposizione al museo della scienza di Stoccolma); dall’altra la ricerca scientifica non è vista come un settore su cui conviene investire e in cui credere e molti dei potenziali futuri “Galileo” sono costretti a emigrare all’estero.

I motivi della poca attrattiva che le discipline scientifiche possiedono verso gli italiani sono da ricercarsi in vari fattori anche di carattere storico, non ultimo il pensiero del filosofo del ‘900 Benedetto Croce (1866-1952) ed il rapporto conflittuale che egli aveva con la cultura tecnico-scientifica.

 

Uno spunto interessante per approcciare i ragazzi allo studio delle scienze (almeno per quanto riguarda la fisica) può essere quello suggerito dal libro del professore universitario americano James Kakalios, La fisica dei supereroi, dove l’autore (anziché utilizzare i classici esempi di carrucole e “corpi sospesi su un tavolo”) ricorre ai superpoteri dei personaggi dei fumetti americani (sia supereroi che supercattivi) per spiegare come operano determinate leggi fisiche (ad es. usare i pesi alzati da Superman per spiegare il concetto di lavoro oppure i poteri cinetici per la velocità).

All’interno dei comics (come vengono chiamati tali fumetti in patria) non è raro che un supereroe o uno dei suoi nemici siano dotati di conoscenze scientifiche o di poteri basati su di esse (tenendo sempre ben presente le “eccezioni miracolose”, come le definisce Kakalios).

 

Un cartone animato che, anche se vecchio è molto bello ed efficace da far vedere ai tuoi allievi più piccoli, è Paperino nel paese della matemagica (sebbene esso sia più improntato sul legame tra il pensiero logico-scientifico ed altri aspetti della nostra vita quotidiana, come la musica). Più recenti, ma comunque classiche, sono le serie animate francesi prodotte da Albert Barilé, la più famosa dei quali è Esplorando il corpo umano (nota anche con il titolo televisivo Siamo fatti così).

 

In alternativa, gli argomenti possono venire introdotti catturando l’attenzione dei ragazzi facendo riferimento a film o ad altri elementi che conoscono bene o che possono interessarli (per esempio le animazioni computerizzate). L’importante è cercare di far nascere in loro l’interesse, offrendo loro punti e situazioni che conoscono e che possono comprendere facilmente.

Al termine di questi momenti sarebbe bene far partire un dibattito per permettere ai ragazzi di chiedere chiarimenti oppure verificare se hanno appreso i concetti, magari chiedendolo ad uno di loro di spiegarlo agli altri.

 

Un’altra freccia al tuo arco può essere il chiedere loro di fare delle ricerche (di gruppo o anche singole) su uno degli argomenti del programma, di presentarle alla classe tramite Power Point e valutarli sui contenuti del lavoro e la loro presentazione alla classe, spezzando così la routine di interrogazioni e compiti in classe che spesso contribuisce alla pessima reputazione della materia.

 

Esistono, poi, anche dei musei della scienza e spazi educativi ad essa dedicati in cui potresti portare le tue classi, come il Museo Nazionale della Scienza a Milano o il laboratorio dei Xké a Torino. Nel caso in cui la tua scuola possieda una classe o un laboratorio di scienze, può essere una buona idea prenotarla per coinvolgerli in qualche esperimento (se possibile).

 

Siamo contenti di esserti stati d’aiuto e ci auguriamo che questi consigli possano tornati utili nel tuo lavoro e con i tuoi ragazzi. Non dimenticare, però,  che (come diceva don Bosco) “L’educazione è cosa di cuore” e anche le tecniche più all’avanguardia e più interattive d’insegnamento possono fallire senza passione, impegno e cura verso i ragazzi da parte degli insegnanti.

 

In bocca al lupo,

 

lo staff de “Lo Spiazzo”

 

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