JOURNAL CLASS

Scritto da Redazione.

dfdf-01di Daniele Conti
Quant'è difficile avvicinare gli adolescenti alla lettura di un quotidiano? Questa settimana proviamo a darvi qualche consiglio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Uno degli obiettivi più difficili per un luogo come quello scolastico è quello di motivare i ragazzi a leggere i giornali. Di solito a prevalere è la difficoltà del linguaggio giornalistico e lo scarso interesse da parte dei ragazzi per gli argomenti trattati, soprattutto quelli politici. Eppure è proprio per mezzo dei giornali che i ragazzi si confrontano con il mondo esterno e, in particolare, con la loro comunità, il loro paese. La cittadinanza attiva non parte da una decisione di fare questa o quell'altra cosa ma, prima di tutto, dalla conoscenza di ciò che ci circonda.
Così si può imparare a leggere non solo la realtà più grande (e apparentemente più distante) come la politica o l'economia, ma anche la realtà più vicina, quella della propria classe.

 

 

E, una volta che ci si è avvicinati al giornale, perché non provare a scrivere un giornale di classe?


Vediamo alcuni esercizi per arrivare a questo:

  • Un primo esercizio che si può fare in classe è consegnare a tutti gli allievi un quotidiano o anche dare loro il compito di arrivare alla prossima lezione con un giornale a loro scelta.Il passaggio successivo include la scelta di tre articoli. Ogni allievo sceglierà tre articoli dal suo giornale e li incollerà sul proprio quaderno.
  • A questo punto, da ogni articolo si dovranno estrapolare 4 parole chiave che non siano contenute all'interno del titolo dell'articolo e che siano significative ai fini della descrizione dell'argomento. Ad ogni articolo si collegherà una canzone che tratti della stessa tematica.
  • Per la lezione successiva ogni articolo e ogni canzone dovranno essere analizzati nei loro contenuti e si sceglierà, fra i 4, un articolo (e la canzone corrispondente) da presentare alla classe. Questo servirà a far parlare ai ragazzi di una tematica, confrontando opinioni e pensieri differenti, strutturando così un quadro generale della questione trattata.

 

A questo punto la classe dovrebbe avere un’idea del pensiero che sta dietro agli articoli e del modo con cui viene espresso nella stesura di un articolo.

È chiaro che è solo un esercizio preparatorio, ma se l’insegnante ottiene buoni risultati da questo esercizio allora può pensare di alzare il livello: creare un team editoriale con alcuni dei ragazzi che si sono sentiti più coinvolti e che sono più entusiasti. Lo scopo del team è quello di parlare della classe (che cosa accade, che cosa si è fatto di positivo, quali sono le difficoltà), così come i quotidiani parlano della nazione e delle sue attività; si può parlare di curiosità scegliendo un argomento su cui sviluppare un proprio pensiero e una propria opinione; si può parlare delle persone, intervistando magari un professore, un compagno di classe e di tante altre cose. Si può partire da una tematica per arrivare a parlare di quel fatto oppure, viceversa, partire da un evento e inquadrarlo sotto un tema.

 

La classe infondo non è altro che una piccola comunità, come il nostro paese ne è, invece, una molto più grande. Dunque perché non partire da qui per cercare di comprendere problemi sempre più grandi?



Buon Lavoro a tutti!

 

 

 

Daniele Conti

EEDUCARE2.2b-29

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