Il caffè filosofico... a scuola!
di Elisabetta Pia
A scuola per discutere insieme.
Perché si fa?
Il luogo migliore per parlare di spiritualità non deve essere per forza e solamente la Chiesa: un altro posto adatto, per la sua natura di luogo di crescita e scambio, è la scuola. Perché parlarne? Diversi sono i giovani, ma anche gli adulti, che hanno perso o mai aquisito un po' di confidenza con l’argomento. Partendo da ciò che è per ogni singolo la spiritualità, l’obiettivo primario di quest'attivazione è quello di stimolare una discussione tra i ragazzi in un’ottica di ascolto reciproco e di chiarezza delle proprie idee o intuizioni.
Perché la spiritualità si può sperimentare sempre e in qualsiasi situazione, ogni volta che scendiamo nelle profondità della vita.
Come si fa?
In primo luogo proponiamo un dialogo e un dibattito guidato per rispondere a domande e chiarire temi ed aspetti che si auspica che diventino il perno di discussioni, dubbi e domande. L'idea è rivolta soprattutto ai ragazzi più grandi, del triennio: una condivisione di idee, magari alleggerita da caffè e biscotti, sullo stile di una "colazione teologica". In secondo luogo l'intento è quello di stimolare la curiosità e l'interesse dei ragazzi per un argomento che pare sempre più distante da loro. Il dialogo si apre partendo da cose concrete, vicine ai ragazzi e alle loro esperienze, viste, valutate e trattate come mezzo della spiritualità nella vita di ciascuno. Argomenti come l'amicizia o l'amore, sentimenti, legami, vicinanza, che oltre al proprio quotidiano possono essere viste e ragionate in un ottica più grande, con un senso più profondo.
L'attività può iniziare con una presentazione del tema di circa 15/20 minuti, cui seguono dibattito, domande ed interventi: si apre quindi il dialogo tra i partecipanti e l'interlocutore, attraverso domande e provocazioni, al fine di giungere a chiarimenti e risposte.
Consigli
Fondamentale è far comprendere che la spiritualità è qualcosa di vicino a ognuno, riscontrabile nel quotidiano, e non solo un argomento distante dalla concretezza. Chiarire, rispondere e conoscere sono le tre modalità scelte, unire e avvicinare i due principali obiettivi.
Il docente (o i docenti, perché no?) possono prendere in considerazion l'idea che il caffè filosofico, da attività legata alla semplice occasione, diventi un appuntamento regolare.
Elisabetta Pia



