Qualche problema al dopo-cresima...

Scritto da Redazione.

lettera catechesiUn'educatrice alla prese con qualche defezione fra i suoi ragazzi cresimati: questioni legate all'adolescenza o scelte differenti?

 

 

 

Sono educatrice di un gruppo di ragazzi delle medie che frequenta il dopocresima. Nell'ultimo periodo ci siamo ritrovati con un gruppo lacerato al suo interno nonostante i due anni di cammino insieme incentrati proprio sulla creazione di un gruppo: questo perché da una parte ci sono quelli che frequentano gli incontri solo per occupare tempo, per stare con gli amici e fare un po' di casino (la maggior parte!), dall'altra ci sono alcuni, per lo più figli della famiglie "storiche" della parrocchia, che partecipano perché, certo, ci sono gli amici, ma anche in quanto vedono il percorso del post-cresima come cammino di crescita sia personale che spirituale.
Questi ultimi però si stanno decisamente allontanando sia dalla frequenza al gruppo che dalla vita dell'oratorio, dicendo non sentirsi a proprio agio. Che fare allora... meglio "puntare" su quei pochi ma buoni, oppure preoccuparsi di più di quelli che sono meno motivati e che quindi necessitano di un sostegno maggiore?

 

 


Risposta de Lo Spiazzo

 

 

Cara educatrice,

tutti gli animatori che si ritrovano alla guida di un gruppo post-cresima prima o poi sperimentano questo momento delicato. Non è facile vivere l'allontanamento di alcuni ragazzi, da sempre considerati parte di una famiglia che si è creata con passione e grande forza di volontà. Spesso capita che i ragazzi un po' per motivi di studio, un po' per la coincidenza con altri impegni siano costretti a fare delle scelte, che non sempre si concretizzano con un'assidua frequenza al gruppo.
Quando invece l'allontanamento avviene per altri motivi, come nel caso che ci hai sottoposto, è necessario dialogare apertamente con loro.
Da un lato è importante, in una dimensione di gruppo, dedicare un incontro al definire insieme ai ragazzi quale possa essere la motivazione che li spinge a continuare il percorso e pensare alcune iniziative da vivere insieme, volte a ricostituire un senso di appartenenza. Dall'altro, potrebbe essere utile parlare singolarmente con coloro che non si sentono più a loro agio nel gruppo per capirne le cause.
Ricordiamoci che si tratta di ragazzi delle medie, per cui potrebbero influire anche altri eventi di cui probabilmente non siete a conoscenza. Ecco perché, se siete in confidenza con loro, mostrarvi disponibili ad ascoltarli e a condividere con loro quello che stanno vivendo può tradursi in una strategia efficace per riavvicinarli sia a voi animatori, sia al loro gruppo.  Il senso di appartenenza, già nella fase preadolescenziale, contribuisce alla costruzione del senso di identità del singolo, aumentando di conseguenza la conoscenza di se stessi e del proprio modo di rapportarsi agli altri. Mettendovi in ascolto, dunque, dimostrate loro che voi siete presenti e che desiderate che ognuno di loro si senta accolto.

 

 

 

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