COMUNICARE CON UNA FIGLIA ADOLESCENTE

Scritto da Redazione.

lettera figureCiao! Sono mamma di una ragazza di 14 anni e sono preoccupata perché non riesco più a parlare con lei da un po' di mesi a questa parte. Non vuole parlarmi e io non riesco a farmi capire da lei. Cosa posso fare?



 

Risposta de Lo Spiazzo

 

Cara mamma,

la domanda che ci poni spesso emerge durante i corsi di formazioni dei genitori rispetto alla gestione dei figli nella fase adolescenziale.

Partiamo con il dire che l’età dei 14 anni si colloca in piena adolescenza: un periodo caratterizzato da enormi cambiamenti in tutti gli ambiti della vita. A volte, da adulti, è difficile capire e ricordare quante energie richieda l’affrontare questa fase e quanto queste trasformazioni influenzino l’umore, la vita quotidiana, le relazioni e, non ultimo, il dialogo.

I cambiamenti che l’adolescente sta vivendo riguardano innanzi tutto la sfera fisica: la pubertà porta con sé grandi cambiamenti corporei, per cui il ragazzo deve fare i conti con il fatto che sta diventando grande, un futuro uomo/donna e questo può rendere difficile accettare il proprio “nuovo corpo”. Contemporaneamente sono in atto anche cambiamenti nei suoi pensieri, in quanto diventa sempre più in grado di mettersi nei panni dell’altro. Di conseguenza inizia, per la prima volta, a chiedersi cosa gli altri pensano di lui, come lo vedono o lo giudicano. In tutto ciò, quindi, l’adolescente è impegnato a capire chi è, chi sta diventando e chi vorrebbe diventare: sta definendo la propria identità. In questo processo, l’adolescente cerca risposte dentro di sè, ma anche nelle persone che fanno parte dei suoi differenti contesti di crescita: genitori, insegnanti, allenatori, coetanei. Proprio questi ultimi sembrano diventare sempre più importanti per il ragazzo, sostituendo il ruolo privilegiato che fino a pochi anni prima avevano i genitori.

Allora ecco che in casa il ragazzo è sempre più chiuso, compaiono critiche e litigi e la sua vita sembra spostarsi al di fuori, in quanto è più concentrato a essere accettato nel gruppo e farsi voler bene dagli amici. Questi ultimi stanno diventando il punto di riferimento e di confronto fondamentale e prioritario.

Pertanto, ciò che a prima vista può spaventare molto un genitore, è in realtà una fase assolutamente normale: il ragazzo che prima raccontava tutto in casa, che era sempre sorridente e disposto a rispondere alle domande dei genitori e a chieder loro consigli, ora inizia a chiudersi e a cercare altrove i suoi punti di riferimento.

Quindi, la prima cosa da fare è non allarmarsi!

Le reazioni naturali dei genitori di fronte alla chiusura del figlio possono essere: pensare che stia nascondendo qualcosa di grave, che abbia smesso di voler loro bene e stimarlo, o di aver sbagliato qualcosa nel rapporto costuito con lui. Niente di tutto ciò! Semplicemente il ragazzo sta attraversando un processo normale: sta crescendo! Questo, pur rasserenando il genitore, tuttavia non risolve il dispiacere di un figlio che non si confida più come un tempo.

Quindi è richiesto uno sforzo da parte dell’adulto: quello di cambiare. Come il figlio sta attraversando un periodo di enormi cambiamenti, questi sono richiesti anche al genitore. Sta cambiando il rapporto con il proprio figlio, non si sta rovinando o, addirittura, rompendo!

Allora non è tutto perso... anzi! Il fatto che il ragazzo non chieda più consigli o non racconti più niente di sè in casa, non significa che il parere dei genitori non gli interessi più. Al contrario, questo rimane fondamentale per lui.

Consigli

Al genitore non rimane che dare il via alla creatività per trovare nuovi modi di comunicare, nuovi canali per entrare in relazione con un figlio che pian piano sta diventando grande!

Potrebbe usare canali comunicativi diversi, ad esempio potrebbe scrivere una lettera o mandare un sms quando il figlio è fuori casa per chiedere com’è andata la giornata (di reale interessamento, non di controllo!) o per fare un in bocca al lupo per un evento importante...

Oppure potrebbe creare un contesto di momenti piacevoli da passare insieme: fare shopping o cucinare una torta, sono piccoli esempi di cose semplici da fare insieme, che possono creare un clima postivo.

Questo non garantirà la riapertura immediata al dialogo, ma di certo aiuterà a mantere un clima favorevole ad esso.

Per finire, non dimentichiamoci due ultime cose importanti: stare accanto agli adolescenti richiede pazienza e disponibilità e non esiste solo la parola per comunicare (a volte è importante saper ascoltare i silenzi e dare l’esempio al di là delle parole!).

Fare e essere genitore di un adolescente non è una questione facile e c’è bisogno di allenamento!

 

Lo staff de Lo Spiazzo

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