Oltre le etichette

Scritto da Chiara Cosentino.

oltre le etichettedi Carlo Cumino

Guardare alla persona per non cadere nello stereotipo.

Gli adolescenti che vivono l’esperienza del gruppo, a scuola, in oratorio, nelle associazioni e tra gli amici, osservano spesso la diversità tra stili personali, modi di vestire, linguaggi, abitudini e passioni.

 

Perché lo facciamo?

Abbiamo scelto di lavorare utilizzando come modello di riferimento i social network: uno strumento che i ragazzi conoscono bene, e con cui hanno familiarità.

Il gruppo è il luogo in cui gli adolescenti cominciano a confrontarsi e a costruire la propria identità. Molto spesso all’appartenenza ad un determinato gruppo corrisponde anche una precisa cultura giovanile che accomuna i suoi membri: interessi comuni in fatto di musica, moda, hobby e idee politiche.
È di fatto un passaggio necessario, in quanto rappresenta il primo tentativo del ragazzo di costruirsi una propria identità, entrando in relazione con altre persone.
Tuttavia, c’è il rischio che il ragazzo cominci a determinare la sua identità esclusivamente in funzione del gruppo di appartenenza.
La deriva di questo atteggiamento sta quindi nel cominciare a giudicare coloro che non appartengono alla propria cultura giovanile: si tratta in questo caso di giudizi dettati da “stereotipi”, cioè da opinioni rigidamente precostituite e generalizzate, non acquisite sulla base di un’esperienza diretta. I gruppi in genere si definiscono a partire dai valori sociali che li distinguono dagli altri (per esempio l’atteggiamento verso la scuola e/o lo studio oppure l’interesse per il calcio). È così che si arriva a pensare che chi ha determinati gusti o compie determinate scelte deve avere tutte le caratteristiche che accomunano quelli che fanno altrettanto, trascurando eventuali differenze che caratterizzano i singoli individui.

 

Che cosa si fa?

Materiale:

  • Un cartellone bianco
  • Fogli o cartoncini bianchi formato A3 
  • Immagini varie (provenienti da riviste o internet)

Dividete i ragazzi in gruppi di due/tre persone e date loro delle immagini per costruire sul loro cartoncino bianco un profilo Instagram. Ogni gruppo deve ricreare il profilo tipico di una determinata categoria stereotipica (nerd, dark, squatter, truzzi ecc…), cercando di abbinare ad essa le immagini che secondo loro rappresentano meglio gli interessi della “tipologia” di ragazzo di cui stanno costruendo il profilo.
Una volta che i lavori sono completati, fate attaccare i profili sul cartellone.

A questo punto fate attaccare ai ragazzi i loro omini accanto al profilo (o ai profili) di cui condividono gli interessi. Se non è emersa la categoria a cui sentono di appartenere, possono crearla sul momento e associarvi il proprio omino.
Una volta terminata questa fase, chiedete ai ragazzi di spiegare perché hanno collocato il loro omino su un determinato profilo.

 

Consigli per il formatore


La suddivisione in gruppi dipende dal numero dei ragazzi. É possibile anche far fare il lavoro individualmente.
Nell’attivazione abbiamo consigliato di usare Instagram come modello di riferimento per la costruzione dei profili perché è un social molto popolare fra gli adolescenti, essendo profondamente orientato all’apparire. Tuttavia, se nel vostro gruppo risulterà essere più popolare un altro sito (come Ask.fm o Tumblr), sceglietelo come modello di riferimento.
 

Riflessioni e conclusioni


Alcune domande per aiutare i ragazzi durante la discussione finale possono essere:

  • Quali sono le mode più diffuse nel mio quartiere/scuola? E io come mi rapporto con loro?
  • Ci sono elementi che mi interessano, ma che sono riportati su profili in cui io non mi riconosco?

Carlo Cumino

 

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