Tutor per la prima volta

Scritto da Redazione.

lettera temiCome prepararsi alla prima esperienza di tutoraggio, introducendo i ragazzi a quel complicato mondo che è quello del lavoro? Lo Spiazzo prova a rispondere.

 

 

 

 

Ciao, sono una suora in una comunità parrocchiale e, per la prima volta, mi è stato chiesto, come tutor, di assistere dei ragazzi che sono alla prima esperienza di lavoro. Mi chiedevo quindi se voi poteste darmi dei consigli su come poter aiutare questi ragazzi nel mio compito di tutorato.

Grazie,

Suor Lucia

 

 


Risposta de Lo Spiazzo

 

 

Cara suor Lucia,
il compito del tutor in un luogo di lavoro è diverso da un tutor di formazione che ha il ruolo di aiutare le persone a studiare, in quanto il suo dovere è quello di aiutarli a sviluppare le competenze (ma anche le meta-competenze) necessarie sul posto di lavoro. Il tuo compito sarà quindi quello di accompagnarli alla loro entrata nel difficile mondo del lavoro, una realtà completamente diversa da quella a cui loro sono stati fino ad ora abituati, fatto di relazioni fra le persone che sono anche improntate dai ruoli che esse occupano all'interno della gerarchia dell'azienda.
Non esiste una ricetta pronta per questa problematica, in quanto ogni tipologia di lavoro è diversa, inoltre non sappiamo quale sia settore in cui questi ragazzi sono stati inseriti e in cui di conseguenza tu li devi seguire.

Il primo consiglio che ti diamo è quello di capire quali sono le competenze e anche le metacompetenze che devi aiutare a far sviluppare e imparare a gestire ai ragazzi che ti hanno assegnato all'interno del progetto, in modo da avere ben chiaro quali siano gli obbiettivi che devi raggiungere, e in quanto tempo. Tieni conto che come non esiste una ricetta unica per le diverse tipologie di lavoro, non esiste neanche una per le tipologie dei ragazzi che incontrerai: avere una strategia di obiettivi non significa non doverla adattare alle persone che incontrerai, alla loro sensibilità e ai loro talenti.
Il secondo consiglio è quello di stare loro vicino, sia per capire quali siano i loro talenti e le loro inclinazioni (pur partendo da una base di lavoro comune ti accorgerai ben presto che, ad esempio, vi è una persona più portata per un lavoro di tipo grafico, piuttosto che uno di montaggio video), sia per ascoltare le loro domande e richieste (che non significa accontentarli sempre e comunque, ma aiutarli a sviluppare le abilità necessarie di muoversi nel mondo del lavoro in modo da ottenere i loro obiettivi, e in che condizioni essi siano possibili).
Il nostro terzo consiglio, a tal proposito, è quello di essere sempre chiara con loro su quali siano le possibilità e le condizioni del venire incontro ad una loro richiesta, così come su quale sia il comportamento giusto da tenere all'interno del luogo di lavoro. Instaurare una relazione di fiducia con loro ti sarà molto utile per tenere sotto controllo il sorgere di malumori ed evitare conflitti in loco. Uno strumento che possiamo consigliarti è quello di fare riunioni periodiche, sia per capire quale sia la situazione all'interno del luogo di lavoro, cercando di aiutare i ragazzi ad esprimere il loro eventuale malcontento o le cose che vorrebbero cambiare (cercando poi di vedere se ciò è veramente possibile e in che modo farlo).
Infine, visto che sei alla tua prima esperienza, ti consigliamo di credere nelle capacità dei tuoi ragazzi. Ricorda che il ruolo di un tutor è quello di aiutare i giovani a "prendere il volo" all'interno del mondo del lavoro, pertanto quest'occasione è anche una possibilità per te di crescere, imparando a trasmettere loro le tue competenze, e di renderli sempre più sicuri di loro giorno giorno per giorno.
Sappiamo che è difficile cercare di non perdere questa motivazione, ma la fede può essere un valido aiuto, specie nel tuo caso. Rendere i ragazzi capaci di "prendere il volo" e credere nelle loro capacità è la nostra missione di vita come formatori (sia religiosi che laici). La difficoltà del nostro compito può farci paura, ma non dobbiamo lasciarci scoraggiare da un errore o da un fallimento capitato durante la nostra prima volta, perché non saranno essi a determinare la nostra vittoria o sconfitta come persone, bensì la forza che ritroveremo ogni volta per adempiere al nostro scopo.

 

In bocca al lupo a te e ai tuoi ragazzi,

 

 

Lo Staff de Lo Spiazzo

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