comunicare bene

Scritto da Chiara Cosentino.

lettera arteConsigli per comunicare


Ciao, sono una responsabile di animatori e la scorsa settimana abbiamo partecipato ad un incontro di formazione per animatori e per i loro coordinatori, dove l’esperto ci ha proposto per circa due ore un incontro accattivante e molto bello da seguire, nonostante il tema fosse impegnativo. Nessuno si è distratto troppo; nessuno si è annoiato. Così mi sono resa conto che a volte noi facciamo degli incontri con i ragazzi dei nostri gruppi un po’ troppo approssimativi o poco “attraenti”. Esistono delle tecniche o delle “astuzie” per migliorare le nostre riunioni?

Sonia

 

Risponde lo staff de “Lo Spiazzo”:


Abbiamo girato la domanda ad una persona che ha animato dei gruppi in un oratorio, scegliendo poi un percorso formativo giornalistico, e che poi ha fatto della comunicazione anche il suo mestiere.

Tanti anni fa era la sua stessa parrocchia a chiedergli di partecipare a corsi per animatori in cui non si imparava solamente ad “essere dei buoni” animatori, ma venivano anche insegnate tecniche animative per “fare bene” l’animazione.
Si facevano lezioni di cartellonistica, lezioni di scrittura (per i volantini e le comunicazioni sui siti), lezioni di audiovideotecnica (come gestire una lezione con computer, con proiettori, con microfoni o altri sistemi elettronici)…
Unendo tutte queste esperienze, ci si sente di dire, in linea generale, che qualsiasi momento, qualsiasi persona, qualsiasi strumento, qualsiasi locale partecipano a rendere più “attraente” e incisiva la comunicazione. Nessuno di questi elementi è da sottovalutare.
Ecco perché è fondamentale che la comunicazione all’interno dell’animazione sia ben preparata, sotto ogni aspetto.
Innanzitutto, è necessario che ci sia qualcosa di veramente bello, profondo e utile da dire! Cosa che è meglio non dare per scontata, giusto?
Tante volte riempiamo i minuti a disposizione di parole inutili oppure di concetti inadeguati rispetto a chi ci ascolta… A volte utilizziamo un linguaggio troppo difficile, o troppo superficiale, o troppo “elitario” (cioè che arriva a qualcuno e a qualcun altro no). Contemporaneamente, dobbiamo sapere che la comunicazione non è solo parola: è anche immagine, è anche suono, è anche pausa, è anche silenzio, è anche variazione continua di tempo e di ritmo, di volume, di intensità. Tutto amalgamato con arte.
Un altro problema da risolvere, oltre al contenuto, è la forma: un buon italiano, anche se intervallato da slang o da termini specifici, è sempre preferibile. È non è solo un fatto di grammatica o di lessico: intendiamo anche la mitica “analisi logica” studiata da piccoli… Soggetto, verbo, predicato… magari proprio in quest’ordine, senza troppi fronzoli, cercando di evitare troppe parentesi su parentesi, incisi degli incisi, divagazioni, avverbi sopra avverbi, aggettivi sprecati…

Una volta che il messaggio è definito e pensato bene in anticipo, allora la prima cosa da considerare è il destinatario. Che età ha? Da quale percorso precedente arriva? Verso dove sta camminando? Che esperienze di vita si porta appresso? Quanti sono in tutto? Che obiettivo si sono posti loro? Come unire il loro obiettivo con il tuo?
E poi bisogna chiedersi: gli uditori condividono le stesse esperienze oppure no, rispetto al tema da esporre? Con che stato d’animo gli uditori si preparano ad ascoltare? Ovviamente, le variabili sono pressoché infinite: orari, numero di partecipanti, selezione o no del pubblico presente…
Ancora sui destinatari e sulla loro predisposizione all’ascolto: fondamentale non è solo l’accoglienza iniziale (il saluto, qualche sentito convenevole…), ma anche il luogo in cui sono chiamati a stare per ascoltare. È un ambiente abbastanza grande per accogliere tutti? Oppure è troppo grande e quindi dispersivo? È un ambiente con una temperatura adeguata (non troppo caldo, né freddo…)? È adeguatamente aerato ed illuminato (la concentrazione dipende anche da queste cose!)? È un luogo pulito? È un luogo accogliente, allegro, rasserenante e colorato? Ci sono abbastanza posti a sedere? Le sedie sono abbastanza comode? C’è la giusta proporzione di luce naturale e di luce artificiale? Non ci sono troppe distrazioni audio-visive dentro e fuori le finestre di quella stanza?

Una volta messi gli uditori a loro agio, bisogna che anche tutti gli strumenti siano a posto: microfoni funzionanti, in bella vista di tutti la “postazione di fonte” (dove sta chi parla e dove si proietta musica o video o immagini), proiettori e computer già predisposti e collegati, test audiovideo preventivo (provate sempre prima che si senta tutto e che si veda tutto. E bene), prova preventiva del volume della voce (tenendo presente che quando la stanza si riempirà, ci sarà meno diffusione, ma anche meno rimbombo).
Se tutto tecnicamente è a posto, allora manca solo più la parte “umana”: sei pronta a parlare, serena, rilassata, tranquilla, senza l’ansia di dire tutto e subito, ma senza quelle lunghe pause che scoraggiano? Sei presentabile (il nostro aspetto fisico è la prima cosa che comunicheremo di noi…)?

Tieni sempre gli appunti della tua “scaletta” di discorso a portata di mano, ma non leggere ogni cosa. È necessario mediare tra parole pensate prima e una certa dose di improvvisazione. Come anche è utile mediare tra diversi volumi di voce: la “monotonìa” è appunto… “monòtona”; la voce va modulata, mai solo acuta, mai solo bassa… cambia continuamente la tua posizione nella stanza, non stare sempre ferma nello stesso posto.

Anche se devi sempre essere udibile (non necessariamente visibile) da tutti. C’è una componente di teatralità in questo “parlare in pubblico”: il tuo corpo, la tua voce, la tua mimica facciale, la tua gestualità, le cose che prendi e quelle che lasci, gli strumenti che maneggi con cura, i materiali che fai scorrere o che nascondi al momento più opportuno… tutto è “scena” che non dev’essere protagonista del messaggio, ma solo strumento!

Ogni tanto varia anche le luci (specie in corrispondenza di proiezioni); ogni tanto varia la visuale di chi ascolta (cartelloni, proiezioni, immagini…). Ogni tanto alterna la tua voce con la voce di qualcun altro o con degli audio interessanti (canzoni, audiovisivi). E tutte le volte che puoi, lascia intervenire il pubblico: anche a costo di non riuscire a dire tutto quello che avevi pensato di dire. In quel caso, elimina dalla tua “scaletta” le cose più corollarie e lascia spazio solo ai concetti determinanti. Gli interventi di chi ascolta sono importanti per il pubblico (si sente più partecipativo e percepisce il tutto come più interattivo), ma sono importanti anche per chi parla, perché possono dare spunto ad altri concetti utili alla tua esposizione.

È anche importante darsi continuamente un tempo: non bisogna sforare, non bisogna approfittare della pazienza e della concentrazione altrui. E le conclusioni devono sempre essere un po’ ad effetto!
Infine, ad esposizione terminata, ricordati che quello è il momento dove è più facile inciampare e fare degli scivoloni: infatti, nei primissimi minuti subito dopo aver parlato, l’adrenalina scende e il filtro di attenzione su se stessi crolla improvvisamente. Le cose sbagliate, quelle da non dire, spesso arrivano proprio in quel momento (o nell’incipit dell’esposizione, quando ancora si è sotto tensione per la “performance” da iniziare!).

Tutte queste accortezze sono solo alcune, le più visibili, a volte le meno calcolate. Ce ne sono moltissime altre, da preparare prima, da pensare, da risolvere, da evitare… Ci sono corsi appositi per questo tipo di “arte”, che sia mestiere o volontariato.
Comunicare è alla base delle relazioni che instauriamo. E noi siamo le relazioni che creiamo nella nostra vita.

Uno dei corsi che potremmo proporti è quello annuale di AnimaGiovane-Altresì, chiamato “POSTO DI SCAMBIO”: un corso che viene fatto nella sede di EllediciLab, per formare i formatori, gli operatori sociali, i coordinatori e gli educatori.
Buon lavoro!


Lo staff de Lo Spiazzo

EEDUCARE2.2b-29

libri 
 bacheca
siti amici  siti amici1siti amici face
siti amici2siti amici face
siti amici3siti amici face
siti amici4siti amici face
siti amici5siti amici face

EDUcazione.Cultura.Animazione.Relazione.Esperienze

bayanlarankara.net ankaraescortc.net ankaralibayanlar.com samsunescort.asia ankaratcescort.org

Informativa ai sensi dell'art. 13 D.LGS. 30 giugno 2003 n.196
Questo sito utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione. Per maggiori informazioni su come utilizzare e gestire i cookie, consulta la pagina "Informativa sui cookie".
Chiudendo questo elemento o interagendo con questo sito senza modificare le impostazioni del browser acconsenti all'utilizzo di tutti i cookie di cui fa uso il sito.